L’ageismo è un fenomeno insidioso e diffuso che si manifesta attraverso pregiudizi, stereotipi e discriminazioni nei confronti delle persone in base alla loro età.
Questo comportamento si verifica in diversi ambiti della società, inclusi il lavoro, la salute e le relazioni sociali, contribuendo a creare una cultura che marginalizza le persone e non consente di far emergere il reale valore delle esperienze e delle capacità. Le manifestazioni di ageismo non solo danneggiano la dignità e il benessere delle persone, ma influiscono negativamente sul tessuto sociale e sulla coesione intergenerazionale.
Il ruolo della stampa è cruciale per contrastare l’ageismo, perché può contribuire a costruire una società più equa e rispettosa per tutte le fasce di età. I media hanno la capacità di orientare le opinioni, rappresentare le diverse fasce d’età e influenzare il modo in cui la società percepisce l’invecchiamento. È quindi fondamentale che i professionisti dell’informazione assumano una posizione etica e responsabile in riferimento all’età, evitando rappresentazioni caricaturali o riduttive delle persone anziane e promuovendo narrazioni positive e inclusive.
In questo contesto, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato iniziative per combattere l’ageismo e sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni causati da tale fenomeno. Tra le sue indicazioni, l’OMS invita i media a adottare pratiche che favoriscano una visione equilibrata e rispettosa delle persone di tutte le età, incoraggiando la valorizzazione delle competenze e dei contributi degli individui anziani alla società. Anche la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, con l’articolo 25, riconosce e rispetta il diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale.
L’Italia è il paese con il più alto numero di anziani in Europa, secondo al mondo dopo il Giappone, è bene che si doti di uno strumento che disciplini e tuteli la popolazione dai fenomeni di ageismo che si verificano attraverso i media, come già avvenuto in altri paesi europei.
Le seguenti linee guida si pongono l’obiettivo di fornire un quadro chiaro e pratico per supportare i media nella creazione di contenuti al fine di promuovere il rispetto, la dignità e l’inclusione, ridurre l’ageismo e costruire una società più equa e coesa.
✓ non usare l'età per enfatizzare la notizia, rischiando di generare sensazionalismo o toni paternalistici. Indicare il nome del soggetto e non etichettarlo solo in base all'età;
✓ non creare un'immagine eccessivamente giovanilistica dell'anziano che potrebbe avere come conseguenza la ridicolizzazione dell'individuo/a;
✓ utilizzare un linguaggio che eviti stereotipi legati all'età per non alimentare il conflitto generazionale;
✓ favorire circostanze in cui gli anziani parlino direttamente di fatti e/o temi che li riguardano;
✓ non usare l'uso di suffissi, diminutivi, superlativi e vezzeggiativi in riferimento a persone con età avanzata evitando di suscitare nel lettore sentimenti di compassione o pietismo;
✓ evitare immagini che perpetuino stereotipi e/o ledano la dignità della persona anziana.

